Il gioco del prigioniero
Giorgio Calcagno
Collana: Le Tele
Pagine: 160
In copertina: Rosso stupore di Gherardo Quadrio Curzio
prezzo: 25 €
ISBN:
L’ucronica partita a scacchi tra un ipotetico Aldo Moro e il suo carceriere
Sono passati sette anni dall’inizio del sequestro, l’Italia ormai si è dimenticata del prigioniero, ha organizzato i funerali di stato e da tempo sui giornali non si parla più di lui. Tutti i giorni gioca a scacchi con il suo carceriere, con cui scambia poche parole e isolati entrambi in un eremo sperduto, si stanno alienando dal mondo e dalla società.
Ogni tanto le veloci e misteriose visite dei membri dell’organizzazione terroristica rompono questa dinamica a due portando cibo e vestiario. Ma è attraverso gli scacchi che Giorgio Calcagno, straordinario intellettuale del secondo Novecento italiano, caratterizza i due protagonisti. Dei sopravvissuti fuori dal loro tempo, incastrati in un loop senza fine.
Un romanzo scritto dal punto di vista del carceriere, un uomo che dopo anni di abnegazione sta iniziando a perdere la fede nella causa per cui combatte, iniziando a chiedersi chi dei due sia il vero prigioniero.
Opera intensa, scritta con una prosa di rara eleganza, pubblicata per la prima volta nel 1990, Il gioco del prigioniero ritorna in libreria a centodieci anni dalla nascita di Aldo Moro, ricordandoci la forma e la consistenza della grande letteratura.
Autore:
Giorgio Calcagno, giornalista, critico letterario e scrittore,
è nato ad Almese, in provincia di Torino, il 9 settembre 1929. Ha lavorato per La Stampa e ha contribuito a fondare l’inserto culturale Tuttolibri.
Ha esordito nel 1969 con il romanzo Il vangelo secondo gli altri.
Nel 1981 firma il romanzo sperimentale: Il settimo giorno, ripubblicato nel 2024 da Cantoni Editore. Nel 1991 pubblica Il gioco del prigioniero, che ora torna disponibile sempre nel catalogo Cantoni Editore.
Muore nel 2004, e dal 2007 viene istituito in suo onore ad Almese il Premio letterario Giorgio Calcagno.




